Il serpentone di Baudouin, Parigi, primo XIX secolo, uno strumento a fiato sorprendente.
Sviluppati oltre 400 anni fa per accompagnare il canto corale in chiesa, i serpentoni furono successivamente utilizzati come strumenti bassi nella musica militare. Oggi questi strumenti vengono suonati nelle esecuzioni musicali storicamente informate. A tal fine, Stephan Berger – a Les Bois, nel Giura – costruisce eccellenti riproduzioni e organizza corsi: serpents.ch.
Il serpentone ha sei fori sui quali mettere le dita, come un flauto; alcuni esemplari hanno fori aggiuntivi azionati da chiavi, per suonare determinati suoni più piano o renderli più puliti. Il suono è prodotto con le labbra e il bocchino è simile a quello dell’eufonio. La sonorità può essere definita «vocale». Lo strumento è evidentemente stato concepito per mescolarsi bene con le voci. I serpentoni sono per lo più costruiti in legno di noce e avvolti in pelle. Il boccaglio è in ottone, mentre il bocchino può essere in corno, legno o ancora ottone.
Poiché in molte chiese bernesi, fino al XIX secolo, il canto assembleare era accompagnato da strumenti, era necessario che ce ne fossero di adeguati. Spesso si trattava di tromboni, a volte Musettenbass (una specie di oboe basso utilizzato nel canton Berna), fagotti o serpentoni. Lo strumento nell’immagine era stato probabilmente acquistato a questo scopo presso il più noto produttore dell’epoca, Baudouin, a Parigi.
Foto: André RoulierOrari di apertura e informazioni sulle visite guidate: klingendes-museum-bern.ch