Care lettrici, cari lettori,
che periodo strano: la guerra è vicina, tutto diventa più caro e non molto tempo fa rischiavamo di esaurire le risorse energetiche. Il mondo sembra essere fuori controllo. Per fortuna c’è la musica bandistica, che ha la risposta a tutte queste sfide.
Per quanto riguarda la guerra: anche se di tanto in tanto tra le nostre fila scoppiano dei litigi, non per questo ci si prende a botte. Al contrario, come giustamente riporta il detto: stai dove si canta e si suona, lì le persone malvagie non hanno voce.
Per quanto attiene a denaro e andamento dei prezzi: nel settore amatoriale il denaro è secondario. Qui, a farla da padrone è il volontariato e l’attività a titolo onorifico. A parte i direttori, di solito nessuno è un impiegato. E dove non ci sono soldi in gioco, si sa, il potenziale di conflitto è decisamente basso. Certo, i premi dell’assicurazione sanitaria o i beni di uso quotidiano sono costosi, ma la musica bandistica non ha prezzo.
Ma cosa c’entra la musica bandistica con le risorse energetiche? Molto! Chiunque sia stato a una prova di banda dopo una giornata brutta o faticosa sa cosa intendo. Una prova è come una centrale elettrica, ricarica le batterie personali e fornisce molta energia. La musica ci porta pensieri diversi e positivi e sgrava l’animo dalle preoccupazioni.
La musica bandistica ha quindi le risposte a molte delle questioni attuali. Ecco perché la musica non è solo un passatempo, un antidoto alla noia o un hobby per chi non ha idee. Non è la decorazione sulla torta di cui si può fare a meno, bensì il lievito che fa crescere l’impasto della società, qualcosa che ci tiene in vita: la si potrebbe definire un «mezzo di sussistenza». E non solo per noi, ma anche per la società in generale.
Essere legato a questo settore culturale e potersi impegnare per esso è per me una delle cose più belle. In qualità di membro della direzione dell’ABS mi è stato persino permesso di farlo al livello più alto dell’Associazione. Dopo sette anni nella sua direzione, tre dei quali in qualità di vicepresidente, lascerò il posto a nuove forze in occasione dell’AD 2024.
Con la mia militanza, sono stato una delle tante persone che si sono impegnate per la nostra causa: come presidente, direttrice o direttore, musicante o anche, come me, come funzionaria o funzionario dell’Associazione. Questo impegno è volontario e a titolo onorifico, cosa tutt’altro che scontata.