Per un mondo pieno di musica

fotoritratto Rosmarie Quadranti-Stahel
Rosmarie Quadranti-Stahel, presidente del Consiglio svizzero della musica

Care lettrici, cari lettori,

«Il mondo è pieno di musica – basta darle lo spazio necessario». A me, come presidente del Consiglio svizzero della musica, questa citazione piace molto. È proprio così! Il mondo è pieno di musica bandistica. Musica bandistica che, essendo spesso suonata anche da dilettanti, è molto popolare. Musica bandistica là dove la diversità, la tradizione e la modernità sono vissute e coltivate e trovano posto l’una accanto all’altra. La musica bandistica può entusiasmare tutte le età.

Ecco perché, quando l’agenda lo consente, frequento volentieri i concerti. Che si tratti di esibizioni della «mia» Stadtmusik, dove vedo cosa può fare una brava direttrice, che si tratti di concerti di musica militare o di far parte degli spettatori a un concorso. Ma so anche che le preoccupazioni di quasi tutti coloro che hanno a che fare con la musica sono le stesse della musica bandistica, e queste preoccupazioni sono: le nuove leve, i direttori, le sale prove e i mezzi finanziari.

Affinché le sfide non si acuiscano ulteriormente, la musica ha soprattutto bisogno di idee, visibilità e udibilità. Idee come le Bläserklasse che entusiasmano i bambini. Visibilità attraverso concerti e concorsi. E l’udibilità? Questa è garantita soprattutto dalla radio; pertanto, dobbiamo fare tutto il possibile affinché i fondi per la SSR non siano tagliati. Anche la proposta del Consiglio federale è solo meno negativa, oserei dire addirittura meno riprovevole della cosiddetta iniziativa di dimezzamento, che ha già rimesso sotto attacco i canoni radiofonici e televisivi.

Trovo tragico anche il fatto che ci siano gruppi, come per esempio «Aktion Medienfreiheit», che sotto questo titolo ha nel mirino soprattutto la SSR. Significativo è pure che, in alcuni casi, si ritrovino le stesse persone in diversi organi. Quindi i nomi degli organismi sono diversi ma gli individui sono in parte gli stessi e l’obiettivo, infine, è unico: indebolire la SSR. Eppure sappiamo che è soprattutto la SSR a garantire che la radio trasmetta anche la musica suonata dai dilettanti. Pertanto, se amiamo la musica, la musica bandistica, allora noi, e naturalmente anche io come presidente del Consiglio svizzero della musica, non possiamo essere apolitici.

Spesso è relativamente facile convincere la propria comunità dell’importanza della società bandistica locale. Purtroppo, questo non è sufficiente. Per questo motivo, le associazioni sono importanti, come la vostra federazione, l’Associazione bandistica svizzera o le organizzazioni ombrello come il Consiglio svizzero della musica. Quest’ultimo ogni anno si riunisce anche con i Consigli della musica di Germania e Austria. Le sfide e i problemi sono molto simili.

Facciamo quindi in modo – ognuno di noi può farlo, nel suo piccolo – che il mondo rimanga pieno di musica. Facciamo in modo che la musica abbia posto a sufficienza. E difendiamoci da tutto ciò che mira a rendere questo posto più piccolo e ristretto.

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